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mmm…ma che mi fate fare?

Aprile 30, 2008

Oggi al seminario ci è stato chiesto di rielaborare e meglio definire in breve tempo l’argomento scelto per il paper finale.

Inutile sottolineare il mio imbarazzo…

“Prof. mi giustifico, non ho potuto fare i compiti per casa, sono impreparata!” Scherzo, ma sono il classico soggetto che lavora meglio sotto pressione perciò ad oggi non ho ancora ben chiaro come svilupperò il mio paper. Comunque ecco cosa mi è uscito di primo acchito:

  • punto uno: forse l’argomento che ho scelto era una tra le poche cose emerse i primi incontri del seminario che risultavano non essere completamente nuove per me. “Morosa” di un musicista che compone ma anche riproduce a feste e manifestazioni cover dei brani punk più noti degli ultimi 25 anni, quando si è accennato alla SIAE non ho potuto non rimembrare gli innumerevoli commenti negativi già sentiti al riguardo. Così la curiosità di saperne di più, ma soprattuttuo di poter per una volta dire anch’io la mia opinione al riguardo senza limitarmi ad annuire, mi ha spinta a ricercare qua e là qualche notiziola in più.
  • punto due: non sono ancora riuscita (per il momento) a ritagliarmi abbastanza tempo per dedicarmi ad allargare i miei orrizzonti, ad informarmi ed informatizzarmi di più, ma spero di poter presto esplicitare la mia posizione soprattutto in merito ai diritti d’autore. Forse al momento può bastarvi sapere che ogni volta che qualcuno compra un cd io esordisco dicendo: “Ma come sei messo, non ce l’hai internet? Ma perchè sprechi i soldi così?” E la risposta: “E’ una questione di principio” o “Avere l’originale è un’altra cosa!!!” non mi ha mai convinta. Allora ragazzi, o fra poche settimane sarò un’esilarante sostenitrice della pirateria (e non intendo che verrò al corso con la benda all’occhio e l’uncino con il french manicure) o stupirò chiunque mi conosca comprando un cd originale fiera di fare le cose “come si deve”. In ogni caso vi terrò aggiornati…

4 commenti

  1. ciao,

    così a occhio, io mi concentrerei sulle forme di accountability proprie della comunità di pratiche a cui fai riferimento (o scena musicale se nel tuo caso è possibile riferirsi a tale concetto) e le confronterei con le pratiche di accountability proprie del software libero (ricordati che è questo il contenuto principale del seminario!).
    Ad esempio, quali pratiche sostengono argomentazioni pro-acquisto e quali argomentazioni pro-condivisione? software e musica possono essere equiparati? se sì, come? se no, perchè?
    Mi sembra che ci sia ancora un po’ di confusione sul focus: è la SIAE (in quanto istituzione che interagisce con pratiche e istituzioni diverse) o la normativa sul diritto d’autore? in entrambi i casi non puoi prendere una posizione “generalista”, ma ti conviene guardare a una specifica relazione (SIAE – software, diritto d’autore – condivisione, etc…)

    buon lavoro

    m.


  2. il tuo argomento mi piace. Lessig mi ha abbastanza illuminato su alcuni dettagli della situazione americana in materia, ma la situazione siae -e tutto ciò che la riguarda più o meno direttamente- non mi è mai stata particolamente chiara. forse perchè effettivamente non lo èe qualcuno ha interesse che tale rimanga. sarebbe interessante capire meglio cosa, da un lato alimenta e dall’altro fa morir di fame il mio interesse principale, la musica.
    grazie per il contributo ;)

    ah, parlando al mondo del seminario e degli argomenti trattati, mi è stato detto che la siae applica una fastidiosissima tassa anche sui cd/dvd vergini. questa non la sapevo..e ho trovato qualcosa, tipo:

    http://www.siae.it/utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes

    http://www.frontieredigitali.net/index.php/Domande_a_Siae_e_politici

    http://www.freeonline.org/art/a-261/siae.htm

    buon rodimento a tutti


  3. ops, avevo sbagliato ad inserire un link, volevo rimettere il post corretto, ma ora ce ne sono due. non mi ricordo mai che non posso amministrare tutto ;)


  4. ciao,

    la tassa sui dvd o supporti si chiama “equo compenso”. il suo status è dibattuto, ad esempio in Francia si è discusso molto (per molto intendo editoriali sui grandi giornali nazionali) di rendere assolutamente legale il P2P e di compensare gli artisti proprio tramite un prelievo fiscale simile su tutte le connessioni internet a banda larga.

    un interessante contributo è:

    Sul buon uso della pirateria. Proprietà intellettuale e libero accesso nell’ecosistema della conoscenza, di Latrive Florent

    A dopo

    Maurizio



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